Sciopero fiscale

Il mio sciopero fiscale

Buongiorno! Avete fatto colazione? Io si, un café con leche e basta che non ho fame. Sono ancora troppo agitata.

Io pensavo che dal 4 Conte mi avrebbe fatto vedere i miei amici, uno alla volta, con mascherina, e a un metro e mezzo di distanza.

Pensavo anche che apriva il commercio di prossimità facendo entrare i clienti uno alla volta con guanti e mascherina. Come faccio io nel mio negozietto.

Per me sarebbe andato già bene. Anche per i miei amici. Non ci serve per forza fare una festa rave senza mascherina. Saremmo stati super civili come quando Elena la direttrice del Kindergarten ci dice di non andare in più di due persone alla recitta di fine anno. Noi lo rispettiamo perché capiamo che per sicurezza non possiamo affollare un piccolo teatro. E lo facciamo perché ci teniamo alla sicurezza dei piccoli e anche ad Elena, che come responsabile rischia molto se qualcosa va male.

Purtroppo Conte pensa che noi siamo dei selvaggi diseducati ed incivili. (Conte, allora la tua scuola non era poi così buona? Ma non dite sempre che avete la migliore scuola pubblica del mondo?)

Io non li pagherò mai più un euro di tasse in vita mia. Perché se lui pensa questo di noi, io penso di loro che siano dei ladri, malversatori e pessimi amministratori dell’azienda pubblica. Scuole che secondo lui stesso non educano, ed ospedali sottodimensionati e con personale insufficiente e senza protezioni nel picco dell’emergenza.

Non sono mai stata una evasore fiscale perchè ho sempre pensato che anche se abbiamo una amministrazione di ladri e sprecatori (non mi interessa il colore) l’evasione non è mai la soluzione. È come avere una perdita di acqua in casa e chiudere la chiave generale dell’acqua per risolvere per sempre. Bene, la perdita non c’è più ma sei rimasto senza acqua. Auguri. La soluzione è chiamare Vinicio il mio idraulico e riparare la perdita, non chiudere l’acqua.

Bene, ora però non m’interessa più perché tanto la chiave dell’acqua l’hanno chiuso loro tante settimane fa e bene, ormai il danno è fatto.

Io nel negozio sto scontrinando tutto come sempre ho fatto, ma quando mi toccherà versare l’iva non lo farò. Prima mi dovrà dimostrare che ha pagato la cassa integrazione a tutti i dipendenti. Poi chiederò di demostrarmi se tutte le partita Iva che ne avevano diritto hanno avuto i 600/800 euro. Poi chiederò di pubblicare quante mascherine ha comprato per tutti i medici ed infermiere italiani e non che stanno lavorando in prima linea. E per ultimo li chiederò di prendere anche lui 600 euro mentre dura l’emergenza.

Solo dopo li verserò l’iva. Nel frattempo cummulerò f24 senza pagare e terrò i soldi delle tasse accantonati in un conto che penso aprire appositamente. Se vedo che non fa i compiti e continua a fare di testa sua, farò anche io lo stesso.

Farò una donazione a medici senza frontiere e una altra ad unicef per pari importo alle tasse che mi corrispondono. Li invierò la ricevuta del bonifico e li dirò che ho già deciso io come investire le mie tasse.

Io da oggi sono in sciopero fiscale e non mi ritengo più la sua suddita. Adiós Conte.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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