Ciao!! Come va? Avete visto Conte? Vi è piaciuto il Decreto? Io un po’ mi sono emozionata perché ha detto che darà liquidità alle imprese, che darà fondi garantiti dallo stato. Che si chiederanno direttamente in banca e sarà tutto super veloce! Dovrò solo chiamare Angelo della Bper! Con tutta questa pioggia di banconote e questo festivale di milioni tutto tornerà come prima e il mondo sarà di nuovo supercalifragilisticospiralidoso!!!!!!!
Che felicità! L’incubo è finito! Stavo già pensando alla super festa di riapertura del mio negozio e alla riapertura del b&b quando ha passato la parola ad Azolina. Niente, che non si rientra a scuola. Ecco. Come. E ora? E i 3 biscotti? Come faccio a riprendere a lavorare se devo seguire i 3 biscotti? Jordi ancora non ha finito la tesi della laurea elementare e Arnau si è portato così avanti con gli esercizi di matematica su redoc che ormai vuole fare solo quello. Non posso abbandonarlo ora perché li ho detto che lui avrà la medaglia Fields a fine quarantena. E poi c’è Èric, è vero che lui si fa la colazione da solo e si mangia la Nutella mentre io sono con Jordi, ma lui è ancora piccolo e non si sa sedere sul water perché scivola e poi finisce dentro e piange. Non posso lasciarli da soli. Non posso tornare alla mia vita di prima.
La scuola non riprenderà e io ho questi 3 biscotti che hanno bisogno di me. Conte… Conte tu hai pensato a tutti i genitori del tuo paese? In quale parte del Decreto hai messo in conto che quasi la metà della forza lavoro del tuo paese dovrà curare un minorenne o più di uno per moooolti mesi?
Non dirmi che li lasceranno ai nonni Conte, molti no ne abbiamo, e poi sai che rischio contagio per la fascia più colpita? Così peggiori solo le cose! Conte, caro, parli di una nuova primavera ma questa, senza l’apertura delle scuole non è possibile. E lo sai. O forse non lo sai perché tu vai a lavorare. E tu questi “problemi” non li capisci vero?
Non ci puoi lasciare in casa, Conte, a fare le maestre, le cuoche, le colf… Non dirmi di chiamare una babysitter. Seguire compiti con un occhio mentre con l’altro guardi il biscotto 3, con una mano giri il ragù e con il piede fai reset al router non è roba da babysitter.
Serve un ninja. Un esperto di quarantena. E siamo milioni le donne che in questi giorni ci siamo allenate in questo senso. Perché molti di voi andavate a lavorare senza telelavoro. Politici, poliziotti, vigili del fuoco, imprenditori, operai, netturbini. Anche molte donne sono andate a lavorare, dottoresse, infermiere, cassiere di supermercato. E da loro e i suoi racconti abbiamo appreso che trovare babysitter in quarantena era missione impossibile.
Perché a differenza vostra, loro non hanno mariti casalinghi sai? A loro la babysitter serviva e come. Conte, hai parlato più volte di una nuova primavera, non è vero cazzo. A noi serve un autunno, a noi serve un settembre perché vogliamo tornare a lavorare Conte. Ci serve quel senso tranquillo e sereno di sapere che loro sono a scuola al sicuro, con i loro coetanei e i maestri professionali, mentre noi andiamo a lavorare. Serve una mensa Conte. Che apra insieme alla scuola. Perché nessun lavoro ben fatto ti può obbligare a smettere appena 3 ore dopo di aver iniziato.
E poi Conte, tu ti sei posto il problema di dove lo troveremo il personale per riaprire le aziende? Molte impiegate dovranno accudire i propri bambini, le ferie prima o poi finiscono… Io stessa ne ho 4 di dipendenti, di cui 3 madri. Non è un problema aneddotico Conte. Non è un problema di pochi. Hai tanto fatto per proteggere la fascia anziana della popolazione, oltre il 20% del tuo popolo.
Ora tira fuori le palle e protegge anche tutte le donne della tua vita, Conte. Proteggi i loro posti di lavoro. Proteggi le loro aziende femminili. Proteggi i nostri figli che sono anche i vostri e che non possono essere esclusi dalla scuola dal 5 marzo fino a fine settembre. Ce lo devi Conte. Abbiamo fatto tanti sacrifici per te e il tuo governo. Perché vi siete mossi tardi e vi abbiamo aiutato. Perché il vostro problema è diventato il nostro problema.
Molte abbiamo chiuso le nostre aziende, altre hanno esaurito le ferie prima di finire in cassa integrazione per 9 settimane, alcune hanno continuato a lavorare fuori casa e si lamentano che i loro figli sono allo sbando. Altre fanno telelavoro e si lamentano che sia il lavoro che i figli sono allo sbando.
Vedi Conte, non siamo wonderwoman. Ci stai mettendo alla prova. A noi tutte. Senza distinzione. Ma noi siamo una generazione che è già cresciuta con madri che lavoravano fuori di casa. Noi i compagni ce li abbiamo scelti bene perché sapevamo cosa è lavorare dentro e fuori casa, perché abbiamo visto piangere le nostre madri. Perché noi siamo state educate con la consapevolezza che il nostro futuro professionale non dipendeva di quale laurea scegliere o dove fare un Erasmus, ma di con chi avremmo fatto i figli. E di quanto si implicasse con noi nella loro cura.
E ora verrai tu, italiano oltre 50enne, che dirigi un governo che non dà un congedo di paternità uguale ed obbligatorio ad entrambi i genitori alla nascita di un figlio, a dirci che dovremmo dividerci le responsabilità, giusto? Tu, che per coinvolgere alla responsabilità delle cure a entrambi i genitori sin dalla culla, non hai fatto un cazzo. Tu che di bambini non ne sai nulla, tanto di non appena averli menzionati nei tuoi decreti. Eppure sono la risorsa più grande del tuo paese. Insieme alle donne. Sono quelli che dovranno pagare le vostre pensioni e i vostri vitalizi. Lo capisci così?
Io non riprenderò a lavorare perché li voglio educare, Conte. Perché preferisco rinunciare ai sogni che negare il diritto alla educazione ai miei figli. Li continuerò a educare come ho fatto sin dal giorno 5 di marzo. Non voglio che formino parte di quel popolo che si esalta ogni volta che tu dici con voce solenne “Italiani, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia!”
Voglio che pensino. Voglio che viaggino. Voglio che vadano fuori e vedano, Conte. E poi tornino e raccontino che li fuori c’è un mondo diverso. Voglio che escano della caverna. Almeno loro. Perché a noi ci hai già chiuse di nuovo dentro. Eppure a me mia madre aveva fatta uscire a soli 13 anni quando mi mandò tutta l’estate da sola a Presqu’île de quiberon a migliorare il mio francese. E poi dopo ancora a Norimberga.
E ora mi trovo, a 34 anni, con 3 bambini già spannolinati e 2 aziende che crescevano, a dover decidere di rinunciare al mio lavoro e rimanere in casa a fare la casalinga. Tu sei più intelligente di quello che sembri. Sai perfettamente che l’unico modo di tenerci chiuse in casa è chiudendo le scuole. Dici che vuoi proteggerci ma non è vero. Le donne e i bambini sono le vittime meno colpite di questa pandemia. Potevi riaprire le scuole facendo test a tutti i bambini e maestri, e chiudere tutti i nonni in casa. Tu vuoi solo proteggere te, e gli altri come te. Di cosa hai paura? Dai, usa la mascherina e stai sereno.
Tu sei un raggio di sole in una giornata uggiosa. Un caro saluto da Roma
Anche io lo spero. La quarantena collettiva ha avuto dei costi sociali enormi.
Io spero vivamente che non ci siano più quarantene. Si adesso va male e il lavoro non è più quello…
Ci vorrebbe lui: https://wwayne.wordpress.com/2019/08/18/un-grande-uomo/
Che avventura!
Clara ti adoro…🤩
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