Una mattina con Kiwi


Oggi mi sono svegliata e ho dato la colazione a Kiwi, che mangia tanto. Le ho messo i suoi quaranta grammi di croccantini nella ciotola e ho aspettato che finisse. Poi ha bevuto l’acqua. Mentre beveva ha messo le orecchie nella ciotola e se le ha inzuppate. È tanto buffo. Poi siamo usciti per una passeggiata. Ha fatto la pipì per strada e le ho detto tante volte che era bravo. Li piace stare in giro, anche a me. Ci siamo fermati al cin cin bar. C’era un sole stupendo e siamo stati bene seduti fuori. Poi siamo andati al porto, abbiamo camminato sino il faro e dopo siamo ritornati indietro. Sono andata in cartolibreria a comprare i colori per la lavagna dell’universitâ e poi da Enzo a tagliare i capelli. Non li ho fatti molto corti, giusto le punte. Quando ero da Enzo mi sono accorta che avevo dimenticato i colori nella panchina dove mi ero seduta. Appena uscita, sono ritornata, ma i colori non c’erano più. Questa cosa mi ha rattristata un po’. Non mi piace perdere le cose. Ancora meno i colori. Ci rimango male. Non mi piace nemmeno perdere le persone, ma ho imparato che è inevitabile. Forse per questo ormai non mi affeziono più. Va bene non è vero. Mi affeziono lo stesso ma scelgo bene a chi affezionarmi. E mi va decisamente meglio. A Kiwi mi sono affezionata. Sono entrata al Duomo per farglielo vedere. Le è piaciuto perché ha scodinzato per tutto il tempo. Ho pregato per lui, perché stesse al sicuro per sempre e non li accadesse mai nulla di male. Spero viva tanti anni. Le voglio un bene infinito. Dopo il duomo ci siamo fermati in porto. Io dovevo fare una chiamata. Dovevo chiedere al posto dove andrò stasera a giocare a bowling se potevo portare il cane. Mi hanno detto che non c’era alcun problema. Sono felice. Per ora riesco a fare la mia vita anche con lui. Ho incrociato diversi conoscenti e un amico per strada e tutti hanno coccolato a Kiwi. Si fa volere bene. È un cane molto affettuoso. A un certo punto mi è venuta una fame immensa. E mi è venuta voglia di carne. Sono andata al Guyot da sola. Va bene da sola no, ci sono andata con Kiwi. Kiwi si è sdraiato ai miei piedi e si è addormentato mentre io mangiavo una tartar e dei finocchi in forno. Al tavolo accanto c’erano persone che parlavano di affari e ho ascoltato tutta la conversazione. Era abbastanza interessante. Non ho partecipato perché non volevo essere invadente e poi a me non piace parlare con sconosciuti. L’ho scoperto la settimana scorsa che non mi piace parlare con gli sconosciuti. Mi ero scaricata una app per andare a cena, Tablo, dove ti aggiungi a dei tavoli organizzati e parli con gli sconosciuti. Io ho parlato poco. E poi non mi sono sentita a mio agio. Non parteciperò più. Io non sono social. Anche se mi sforzo. Oggi ho pubblicato un post e delle Stories. Sono venute bene le foto a Kiwi. È un cane molto Instagramabile ma non penso aprirle un profilo. Torturerò i miei contatti nel mio profilo con migliaia di foto di Kiwi nei prossimi giorni. Hahahaha. Perderò un sacco di contatti ma rimarranno quelli buoni.
Ora ho finito di pranzare e sono molto contenta perché stasera esco a cena con delle amiche. Giocheremo a bowling e mangeremo una pizza. Mi piace la pizza. E mi piacciono le amiche. Oggi conosceranno Kiwi. Spero vadano d’accordo. Ora vi lascio perché devo riportare Kiwi a casa che deve mangiare. È stata una lunga mattinata. Domani vi racconterò di ieri, della riunione della associazione dei B&B e di altri incontri. Ora sono stanca. Un abbraccio amici, vi voglio bene.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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