Ciao belli che si dice? Io già al letto. Oggi giornata piena di emozioni ed avventure. Sono KO. Mi sa che vi scrivo e poi crollo.
Il viaggio è stato, come tutti i viaggi, trepidante. Viaggiare in epoca di Covid non è semplice. Bisogna essere molto smart. Nel senso che bisogna avere uno smart phone, altrimenti, rimani a terra.
Questa mattina abbiamo avuto i risultati del tampone. Negativi. Così abbiamo scaricato i green pass dei bambini. Anche se non sono obbligatori, ma questo lo abbiamo saputo dopo. I tamponi sono invece obbligatori. E vanno mostrati al check in.
Sempre al check in, va mostrato l’STH, che è un certificato spagnolo, che va fatto esclusivamente online. Ha 5 passi dove vanno inseriti i dati di tutti quanti, numero di volo, numero di sedile, carta d’identità… Tutto quanto. E poi va allegato il green pass europeo. O certificato equivalente. O nel caso, dati della vaccinazione, con la data e tutto. Insomma. Per chi ha fatto il post su Facebook può chiedere di ricordarli che giorno ha fatto il vaccino. Per chi no, buh. Cercasse fra i certificati. O allegasse il green pass. Ma nel formato che dicono loro. E poi va validato. E poi se va bene esce il colore verde. Ma a noi usciva il rosso. Mancava sempre un campo da compilare. Poi tornavi indietro. Poi avanti. Poi abbiamo fatto da PC che è più semplice. Quindi oltre allo smart phone è sempre meglio portare un PC con sé. Poi si genera un altro codice che ti arriva per e mail. E insieme al green pass europeo, i tamponi, il STH, la carta d’imbarco e i documenti d’identità, puoi passare al controllo di sicurezza. Se non ti sei suicidato prima.
Quindi consiglio, prendete tutti i voli con sedili preassegnati, perché nel TSH che si mostra prima del check in, vanno inseriti i sedili. Quindi attenzione perché chi non abbia i sedili non può fare il TSH e senza TSH non puoi fare il check in e quindi qui uno si chiede, cosa è prima, l’uovo o la gallina? Noi per fortuna volavamo con Vueling, ma quelli di Ryanair, come faranno? Buh. Noi passiamo al controllo. Era Conte che non voleva lasciare nessuno indietro. Noi no. A noi che ce ne frega.
Ecco. Il mio momento preferito. Il metal detector. Pensavo che avrei dato positivo per i metalli del vaccino ma nada. Meno male che non sono no Vax e quindi a me i vaccini non fanno male. Le mie dosi di vaccino non mi hanno metallizzata. Nemmeno il bracciale che mi ha regalato Arcangela ha fatto Pip. Forse è di plastica. Mo che rientro glielo faccio notare.
Nel controllo devo dire che non sono stati molto precisi. Ovvero, sono stati pignoli ma non precisi. Mi hanno fatto togliere le scarpe. Stavo per metterle nella vaschetta gialla e mi hanno detto di no. Che vanno nella vaschetta grigia. Mi hanno guardata male, malissimo.
Mannaggia. Due anni senza viaggiare in aereo si notano. L’ultimo volo era stato 2019 a Bruxelles. Chi se lo ricorda più.
Insomma dicevo, sono passata senza scarpe ma con due accendini che nessuno mi ha ritirato. Due accendini pieni di liquido infiammabile. Volendo potrei dare fuoco 🔥 al Boeing ma no, io devo arrivare a Barcelona si o si. E poi non sono terrorista. E ho sempre la speranza di arrivare a casa. E la speranza è l’ultima cosa che si perde. Quindi questo è il viaggio della speranza.
Dopo il controllo metalli siamo arrivati alla porta d’imbarco e lì abbiamo mostrato di nuovo tutto quanto. Mannaggia che se mi si scarica il telefono davvero che si ferma tutto. Da lì al Finger e sembra di sì, che se Dio e la Unione Europea e la OMS vogliono, si parte. Si parte. Si parte? Io ho pregato al cielo stellato. Stelline stelline 🇪🇺 fatemi volare. Che la forza di Schengen sia con noi!
Per favore che non chiamino per megafonia nessun positivo. Per favore. Per favore. Guardo tutti i 76 passeggeri, sembrano abbastanza negativi così ad occhio. (ce lo ha detto quello del check in che eravamo solo in 76 e che c’era spazio per il bagaglio a mano)
Il volo trascorre leggero. Mi godo il tramonto con uno degli uomini della mia vita seduto accanto. Che altro posso chiedere di più alla vita?
Fra un sudoku e un altro aterriamo a Barcelona. Non vedo l’ora di uscire. Ma stop. Controllo. Di nuovo. Mostro il green pass e mi dice di no. Che non è valido. Ay che mi viene un colpo. Ma non era europeo? Mi dice che dobbiamo mostrare il STH. Ah ok. È stato solo un problema linguistico. Non sono pratica con tutte queste nuove parole pandemiche. Mostriamo gli STH e si, usciamo.
Ed entriamo in Spagna. In Catalunya. A Barcelona. E niente. Mi viene quasi da piangere. A momenti pensavo di non riuscirci. Che un positivo, una febbre, un green pass, un STH o uno starnuto ci lasciasse per terra. Persino ho pensato che se si scaricava il telefono saremo morti. E con noi tutta la burocrazia. E i QR Code. E I boarding pass. E i green pass. E anche le password, già che ci siamo. Ma il profilo Facebook no, quello è eterno.
Insomma. Ho imparato molto in questo viaggio.
Ho imparato che la burocrazia ferma i cittadini ma non il Covid. Altrimenti a distanza di due anni non staremmo ancora così.
Tanti investimenti in tecnologia, per cosa?
La tecnologia dovrebbe servire a migliorare la vita delle persone, invece la sta complicando. Non solo. Sta creando differenze brutali. Barriere di entrata alla educazione. Bambini che non hanno accesso alla DaD o scuole con problemi di connessione nel 2021 e viaggi impossibili per qualsiasi persona che non abbia uno smart phone o non sappia usarlo bene.
Io penso che per viaggiare bisognerebbe solo ritornare alle origini. Semplificare i processi. Tornare alla carta. Avrebbe bastato secondo me quella stampa con il tampone negativo. Che senso ha tutto il resto? Raccogliere dati? E va bene. Tracciabilità? Davvero? Due anni dopo? Ma tracciare cosa? Di che fiume proviene l’acqua del mare?
Secondo me basterebbe portare il risultato di un tampone. Positivo rimani a terra. Negativo parti. E tutto il resto darlo in gestione a Google. Che traccia meglio di nessuno. E ti dice dove e quando e puoi anche mettere le stelline per recensire.
Perché Google sa già dove mangerai stasera anche se tu ancora non hai deciso.
Con Google CoV, la mobilità sarebbe molto più facile. Invece no. Soldi pubblici spesi in Immuni, Siti governamentali bloccati,sopracarichi, con errori, QR code di tutti i tipi e colori (va bene no, solo in bianco e nero)
Basta raga basta. Vorrei prendere lo smart phone e buttarlo dal balcone. Ma non posso. Mi serve per rientrare in Italia. Spero che non me lo rubino a Barcellona. Meno male che è un Huawei low cost vecchio di 4 anni e nessuno lo vuole. Solo io. Perché è mio. E li voglio bene. Mi aiuta tanto. Mi fa volare.
Notte notte.