Buona sera amici. Come è andata la domenica?
Io sono appena rientrata. Giornata intensa. Oggi era un giorno importante. C’era il derby. Non un derby qualsiasi. Era il mio primo derby in Puglia. E non era un Barça – Madrid. Era un Molfetta – Bisceglie. Al Paolo Poli. Adrenalina pura.
La mattina non ho sentito l’ansia da derby perché ho lavorato nel mio negozio. Fra vendita e vendita non ho avuto molto tempo per pensare al derby. A pranzo ho preso un prosecco e poi basta. Un calice. Non mi andava la bottiglia intera perché non è bello andare al Paolo Poli bevuti, poi si finisce per litigare. Meglio andare sobri e sereni.
Oggi alla partita ho portato Èric che non si voleva perdere il derby. Era molto emozionato. Gli altri due no, volevano rimanere a casa. Fra me e me ho pensato che no, che io non resto a casa. Questa volta no. Bisognava andare a tifare per la squadra del cuore. Ognuno di noi conta.
Ci siamo messi le nostre sciarpe biancherosse e siamo andati decisi e determinati a vedere vincere la nostra squadra.
All’ingresso avevamo appuntamento con Lucizia e siamo entrati tutti assieme. Che emozione. Il derby con gli amici, è ancora più bello.
La prima parte è stato un disastro disastroso, che più disastro non si può.
Abbiamo preso un gol all’inizio. Abbiamo giocato male. Stavamo un po’ addormentati. Servivano più applausi e meno urla, secondo me. C’era troppo rumore e non stavano concentrati. Gli ultras del Bisceglie lanciavano le bombe, quelle che fanno PUM forte. Che fastidio raga. Ogni 10 minuti una bomba. Ma come si può. Così farete venire un infarto a qualcuno. Che le bombe non solo danno fastidio ai cani a capo d’anno, anche alle persone. Me lo sono segnata nell’elenco di cose di dire a Cosmo, Loredana e Saverio.
Comunque la prima parte è stata bella perché batteva il sole contro le nostre facce. Lucizia e io ci siamo abbronzate un po’. A me rimarrà il segno della mascherina. Ma fa niente. Se qualcuno mi chiede perché mi sono abbronzata a metà (tipo come quando torni da fare snowboard ma al contrario) li dirò che sono stata al Paolo Poli. Faccia da Paolo Poli insomma.
Èric è stato molto attento ed ha imparato molte cose. Molti calciatori del Bisceglie cadevano in continuazione. Ma roba che ogni 10 minuti stava qualcuno per terra. Secondo me avevano problemi di equilibrio. Io penso che il fisioterapista del Bisceglie si passerà il Natale a lavorare. Che tipi. Avranno usato tipo 6 bombolette di spray antidolorifico intere. Secondo me la Farmacia Grillo dovrebbe sponsorizzare la squadra della nostra città.
Insomma dicevo, Èric ha imparato che quando qualcuno cade per terra, lo si aiuta a rialzarsi. Anche se è dell’altra squadra. Bravi i nostri ragazzi. Poi ha imparato che non si danno le spinte, non si danno i calci e non ci si tira della maglietta. Se no, prendi o una gialla o una rossa. E vai in punizione. In questo senso oggi il nostro Pozzebon ha preso una rossa e ce lo hanno mandato via. Eravamo 10 contro 11. Ma noi siamo forti lo stesso. Anzi, abbiamo giocato molto meglio. Parere mio personale, non voglio offendere nessuno. Amo Pozzebon segretamente e penso sia più bello di Cristiano Ronaldo, ma penso che non è del tutto integrato nella squadra. Secondo me va fatta una terapia di squadra e vanno definiti meglio i ruoli. Pozzebon è una grande risorsa per il Molfetta.
Un altro dato curioso del derby è stato che l’arbitro era donna. Mi è piaciuta molto anche se penso che era più tolerante con il Bisceglie che con il Molfetta. Con il Molfetta è stata un po’ intransigente ma va bene. Ha fatto benissimo il suo lavoro. Brava. Determinata, decisa, conciliante ed ha evitato qualche lite. Me la vorrei portare a casa come babysitter, con lei in casa, i 3 Biscotti sarebbero i bambini più disciplinati del mondo.
C’è stato anche un momento brutto fuori del campo, in gradinata. Un tifoso che avevamo due file indietro ha iniziato a gridare parolacce. Mi sono agitata un po’ e ho coperto le orecchie ad Èric. Èric ha detto che sentiva lo stesso. Quanto gridava il tipo. Voi non potete capire. Le peggiori delle parolacce. Che orrore. Mi sono girata e li ho detto che OH!!! Ci sono bambini!!!!!! Mi ha risposto che eravamo allo stadio. L’ho guardato male e poi si è azzitito. Non lo ha fatto più. Meglio.
Secondo me la Molfetta Calcio dovrebbe fare un post dicendo qualcosa come MENO INSULTI E PIÙ APPLAUSI o qualcosa così. Tifare è roba da professionisti. È un compito complesso. Non si può insultare i nostri calciatori quando sbagliano. Bisogna incoraggiarli con applausi e motivarli gridando Bravi Bravi! Non si può buttare giù la morale dei nostri calciatori ne demolire il loro lavoro insultando. Non si può. Si stanno impegnando. Vanno incoraggiati, motivati. Come si fa con i figli. Forse il tifoso non aveva figli.
Insomma. Alla pausa del primo tempo ci siamo fermati a parlare con Cosmo e Loredana e a fare il caffè. Loredana mi ha raccontato un sacco di cose delle sezioni femminili della Molfetta Calcio. Li ho detto che quest’anno la vincitrice del Pallone di Oro è stata Alexia Putellas del Barcelona, la prima spagnola della storia. Mi ha detto che sempre più bambine si stanno scrivendo a calcio. Bello.
Il secondo tempo raga… Che secondo tempo… Passione, azione, emozione. È volato. Stavamo quasi vincendo 2-1. Poi però… Nei 5 minuti aggiunti… Pum. Bomba. E poi, doppia bomba, gol del Bisceglie. E che c… NO! Non si dicono le parolacce. Va bene niente. Pareggio 2 a 2 e tutti a casa. Ma prima quelli del Bisceglie. Perché i tifosi escono in due tempi diversi dallo stadio. Prima gli uni, poi gli altri. Non tutti alla volta. Così si evitano conflitti.
Noi abbiamo aspettato un po’ prima di uscire perché ci siamo trattenute a parlare con la gente.
Èric ha visto tutte le foto e mi ha chiesto se li compravo l’album delle figurine. Li ho detto che chiedevo a Cosmo. Mi ha detto che non esisteva. Li ho detto che lo potrebbero fare. Sapete che figata? Con tutte le figurine dei calciatori e anche della città. Torrione Passari, il Duomo, il mare, il porto, il Paolo Poli, Pozzebon… L’album di figurine della Molfetta Calcio sarebbe un best seller. Una ottima fonte di ingressi. Sapete quanto spende una famiglia in figurine? Io ve lo dico. Un sacco di soldi. Poi i bambini si potrebbero mettere prima della partita a scambiarsi le figurine nello stadio. Che bella cosa.
Insomma ha detto Cosmo che glielo commenta a Saverio. Speriamo.
Poi li ho detto che sarebbe bello fare altri punti ristoro. Perché io non ho nulla contro il Bar del Paolo Poli. Però… Però… Vediamo. Ci sono bar e bar. E il bar del Paolo Poli diciamo che è… Migliorabile. Potrebbero mettere tante casette in legno e darle in gestione al XO, al Supersantos, al Bit o al Minibar. Che ne so. A qualcuno. Così uno dopo la partita rimane lì a fare l’aperitivo. Tipo una fiera di cibo di strada. Cibo da stadio a domeniche alterne. Io oggi sarei rimasta lì a fare un prosecchino con Lucizia ma il bar non aveva prosecco quindi siamo andate al XO. Ma abbiamo preso una tisana.
L’altra cosa che dovrebbero fare secondo me è mettere una casetta in legno dove poter comprare in loco tutto il merchandising. Già prima della partita. Noi le sciarpe le abbiamo prese al Corso Umberto. Ma se te le vendono li al Paolo Poli, secondo me, è meglio. Così ogni domenica compri una cosa. La sciarpa, il cappellino, la borraccetta, il berretto, la felpa. Insomma, alla fine della stagione ti sei fatto il guardaroba completo. L’outfit del Molfetta è la cosa più bella da indossare in stadio. E hanno tutte le taglie. Dalla due anni alla XXL. Avete visto quante cose ci sono sul sito? Sono bellissime! 😍 Persino i body per bebe!
Penso che vi ho raccontato tutto. Ora andiamo a dormire perché è stata una lunga giornata.
Molfetta, faci sognare.