Una volta il mio ex mi ha detto che mi aveva messo in un piedistallo.
Avrei voluto rispondere tante cose. Ma come sempre le parole non mi sono arrivate per tempo.
Avrei potuto rispondere che non ero una statua, né un sopramobile. Che io non avevo il cuore di pietra.
Avrei potuto dire che non ero da esporre come un trofeo , mentre lui di trofei ne cercava decine per il mondo.
Avrei potuto dire che se anziché in un piedistallo esposta in casa mi avesse messo nella valigia, sarebbe forse stato meglio.
Avrei potuto dire tante cose. Che non ho detto. Perché a certi commenti è meglio rispondere col silenzio.
Anche se ho sofferto molto, sono felice di aver sceso del piedistallo in cui lui aveva deciso che io dovevo stare, ed essere scesa finalmente in campo. Li dove ci si sporca, si vince, si perde, si suda, si ride e si piange. Li dove si vive. E li dove soprattutto, ci si sente una squadra.
Ragazze, non accettate mai che vi mettano su un piedistallo. Ne tanto meno che vi chiudano in una vetrina. Non siate l’oggetto di nessuno. Non siate nessun trofeo, nessuna estatua, nessun sopramobile.
Le persone maschiliste non cambiano. Chi vede la donna come un oggetto, non sarà mai capace di offrire null’altro di sé che non sia un bancomat.
Io un giorno sono scesa dal piedistallo e ho iniziato a rivivere. E non mi sono più sentita sola.