Imparare l’italiano

Imparare l’italiano

Buon sabato amici! Come va?
Io un po’ così così. Risulta che ogni tanto quando esprimo la mia opinione, mi fanno il commento di turno tipo: impara l’italiano, cazzo!

Ma Clara! Se tu parli super bene! E poi tu non sei un cazzo, sei Clara! Il commento non era per te!

Eh raga lo so, parlo super bene. Ma non è questo. Rimango triste perché è vero. Io volevo imparare a scrivere in italiano super bene. Ma finora non ho avuto mai tempo, fra i 3 biscotti e le partita Iva. Va bene, ho avuto un sacco di tempo durante il lockdown, ma non avevo pazienza, o forse non ho avuto il coraggio.

Sapete, i miei inizi con l’italiano furono veloci, precipitati e frettolosi. Come tutti i miei inizi della vita, insomma. Io parto in quarta. Va bene in quarta no perché ho la macchina automatica. Ma quando parto, parto. E vado lontano. Così lontano che mi perdo e non so più tornare indietro. Nemmeno con Google maps. Nemmeno con il Tom Tom.

Dicevo. Io abitavo a Norimberga e parlavo sempre tedesco. Ero felice. Glücklich. Mi occupavo dei progetti in Spagna. E parlavo spagnolo a volte. Dal solito non parlavo, scrivevo e calcolavo costi. E viaggiavo. Tanto. Come una trottola.

Un bel giorno grigio di primavera è venuto il mio capo. Senta signora Roglan, abbiamo deciso di abbandonare quel mercato. La Spagna. Niente nuovi progetti in Spagna. Avrei detto OH la Madonna! Ma all’epoca non parlavo italiano così ho detto, OH Virgen Santa!

Signora Roglan, non si preoccupi. Non verrà chiusa in un ufficio. Non la rinchiuderemo. No! Li do la mia parola. Lei è nata per andare in giro a seguire nuovi progetti. Non sarà rinchiusa in un ufficio grigio dalle 9 alle 16. Glielo prometto.
Con le lacrime negli occhi ringraziai e chiessi… Dove? Dove? Doveeee?

Guardai il collega a sinistra. Pensai fra me e me… Francia noooooo, ti prego ti prego ti prego…. Che cavolo non dovevo imparare a parlare francese. Perché cavolo mi hanno fatto imparare il francese i miei genitori???? !!!!! Cattivi!!! Spero non lo sappia! Ti prego Dio, di che non ha letto il mio CV.

Guardai il collega a destra. Italia. Meh. Non parlo italiano. Mi piace. Sfida sfida sfida!!!!!

Signora Roglan, lei lavorera con la squadra italiana.

Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!! Evvivaaaaaaa! Mi sentivo come se la Italia avesse vinto contro la Francia nei mondiali e ho corso per tutto l’ufficio dalla felicità. Va bene solo nella mia mente. Non si corre per gli uffici, in Germania. Non è professionale.

Guardai il mio capo. Missi il cervello in modalità modestia falsa. Sentaaaa maaaaaa, io non parlo italiano. So solo dire Spaghetti, Ferrari e Una acqua gasata per favore. E anche Limoncello. E Spritz. E Aperol e Campari. Sapevo anche dire la pubblicità di Nescaffe Cappuccino a memoria. Quando arrivi a casa, ti meriti un premio! Nescaffe cappuccino, cremoso, delizioso, per disfrutare dei tuoi momenti.

Il mio capo tedesco disse No. Nein. Che io era spagnola. E gli spagnoli e gli italiani più o meno sono uguali. E quindi se capivo un po’, andava bene lo stesso. Tanto i report erano in tedesco.

Va bene, capo, quando inizio con i nuovi progetti?

Allora mese prossimo va a Roma, che deve firmare un atto. Come?????? Comeeeeee???? Di già????????????? Ma percheeeeeee!!!!!

Ricordo che uscì dall’ufficio prima. In Germania è così, esci all’ora che dici tu. Perché si. Questo è il lavoro flessibile. Insomma me ne andai al Karstadt, sezione libri. Audiolibri. Comprai una scattola, la conservo ancora. Italienisch lernen in vier Wochen (impara italiano in 4 settimane) uffi, pensai. 4 settimane sono davvero tante. Mi sono fatta una maratona di italienisch lernen che nemmeno Le mie serate Netflix.

Veloce veloce, fini il corso in 15 giorni, e si, saltai alcuni capitoli purtroppo. Ma era super completo. Andavo per l’ufficio dicendo Ciao Ciao a tutti. Il mio collega di Trapani mi chiedeva, ma come hai fatto? Ahhhhhhhh Ahhhhhhhh segreeeeeto, non te lo dico, che poi ti prendi tu la promozione, tonto.

Nel frattempo il mio capo però mi aveva messo una insegnante. Quindi aveva organizzato un corso in ufficio. Mi divertivo molto con la ragazza Toscana. Era davvero divertente. Gesticolava un sacco. E poi apriva gli occhi per insistere su un concetto. E diceva. Capiiiiiiiiiiiiiiiiisci? E io, si si, capisco tutto, altro altro. Continua. Che il tempo vola, e anche io devo prendere l’aereo ✈ .

Ai ragazzi, che tempi quelli. Roma, Bari, Milano, Monopoli. Monopoli la ricordo con speciale affetto. Andai col mio collega e il notaio Spano a pranzo. Avevamo firmato un atto di acquisto per un terreno dove andava un impianto. E il notaio ci portò a pranzo in questo posto allucinante dove quasi dall’acqua saltava il pesce sul piatto. Niam niam. Pesce buonissimo! Tornai a Norimberga con la depressione post pranzo perché non volevo mangiare più patate. Kartoffeln. Buaaah Buaaah. Io voglio vivere in Italia. Italia bella 🇮🇹 Italia sole☀ Italia cibo buono 🍝 Italia amore 💕

Ci sono tanti bei motivi per vivere in Italia. Tanti. Troppi. Io vi dico, che non vorrei essere in nessun altro posto al mondo. Capisco chi viene qua. Non date per scontato il vostro paese. È vero, ha due milioni di difetti. È davvero un disastro. Ma quando si è innamorato davvero di un posto, i pregi superano i difetti.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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