Tic tac tic tac

Buonanotte amici! Come va la vita? È da tanto che non vi scrivo. Porto delle giornate un po’ da film, così intense che non mi hanno lasciato tempo per il mio blog. Ci vorrebbe un altro lockdown, così che possa scrivere ogni giorno come facevo prima. Hahahhhaa. Scherzo, se arriva un altro lockdown divento pazza. Clara, veramente tu sei già pazza. Va bene, di più. Ancora di più. Super pazza.

Il fatto è che sono stata in ferie. Scherzo, io non vado in ferie. Le ferie mi annoiano. A me piace la vita intensa di città. Ho solo fatto un miniviaggio a Roma. Ma che tristezza. Roma vuota. Impressione. Tanta. Il viaggio era per metà di lavoro così non ho avuto tempo per fare un granché, ma a me basta respirare vita di città grande che subito mi rilasso. Ho anche aprofitato per fare shopping e mi sono comprata un orologio. Così mi ricordo che il tempo vola e non bisogna sprecarlo.

L’orologio è super carino. Uno swatch di colore  rosa antico ultra slim. Il commesso mi ha detto che posso sommergerlo fino a 30 metri. Veramente non mi interessa perché io non faccio immersione, ma è utile perché me lo porto insieme nella doccia e non faccio tardi mentre mi insapono i capelli. I miei capelli sono diventati super lunghi. Enzo il mio parrucchiere me li vuole tagliare ma io li dico Nein. Se no perdo la mia forza. Hahahhaaha.

Insomma, oltre che a Roma sono stata a Lecce. Lecce mi rilassa. Non vi dico altro.

Insomma, fra tanto relax, mi sono dimenticata di un sacco di impegni di lavoro, quindi ora devo lavorare il doppio per ricuperare, e dunque non riesco a scrivere ne leggere.

In questi giorni ho anche approfittato per vedere un po’ di amici ed amiche. Questa cosa mi ha fatto molto bene. Il mio amico Marc è venuto da Monaco e ci siamo divertiti un sacco fra Molfetta, Bari e Polignano. Cene belle e cocktail buoni. Sono anche uscita con la mia amica di Madrid che vive a Trani e ho anche visto la mia amica del Canada, sempre a Trani.

A Trani ci vado spesso perché il negozietto sta per essere aperto. Ma i vestiti non arrivano. Pazienza. Io ormai non mi stresso più. Che lo stress abbassa le difese e poi mi prendo il coronavirus.

Parlando di Coronavirus, devo dire che a Molfetta City ci guardavano malissimo quando parlavo Spagnolo con la mia amica di Madrid. Dalla serie, queste due dovrebbero stare in quarantena. Eh no. No no no no. Io non mi ero mossa da Molfetta City a posta. Così non ho devuto registrarmi al portale di Nonno Emiliano. Maria invece era stata a Madrid City ma al rientro ha fatto il tampone. Negativo. Ecco belli, ditemi ora quanti di voi escono la sera con amici 100% Covid free certificati eh. Apposto. Se volete vi presento Maria ed uscite con lei, così siete sereni.

Parlando di uscire la sera, sono anche andata a una cena super bella in campagna. Con i colleghi della associazione dei b&b. Ho conosciuto un sacco di gente nuova che non conoscevo. Mi devo fare un elenco con tutti gli abitanti di Molfetta city e fare le crocette ogni volta che ne conosco uno nuovo. Prima o poi, li conoscerò tutti. Molfetta è un paese piccolo e tutti si conoscono, ce la posso fare anche io!

La cena in campagna mi ha molto fatto riflettere sapete. Sul fatto che io non so fare la parmigiana ma mi piace mangiarla. E quindi mi sono inserita nella to do list per il prossimo lockdown, imparare a cucinare la parmigiana. Poi, visto che avevo la app aperta, ho anche inserito imparare il Molfettese. Perché al cavolo di cena non capivo niente. Il presidente dell’associazione, Matteo, che è super amico ma un po’ stronzo, ha parlato tutta la serata in Molfettese. E io mi sentivo un po’ tipo a Hong Kong. Per fortuna ero seduta accanto a Rossella, che mi faceva la interprete in tempo reale. Alla fine un po’ di cose le ho capite ma non molte quindi mi è venuto il sonno. Volevo andare via ma ai ai ai ai ai che guai.

Ero arrivata delle prime alla cena, grazie al mio swatch sono sempre puntuale. Ecco che parcheggio in fondo all’ulivetto. Meno male che ho un Suv. Insomma raga, che la regola della campagna vuole che chi arriva primo va via per ultimo. Perché devi aspettare che tutti quelli che parcheggiano dietro di te, tolgano le loro macchine. Che due palle. Meno male che mi sono messa a ascoltare Pablo Alboran su Spotify in macchina e mi sono sentita meno sola. Alla fine sono uscita dall’ulivetto di campagna e sono tornata al Bronx Antico, dico Borgo Antico, scusate la stanchezza. Mi sono messa a dormire con i vestiti perché ero super stanca, io quando mi stanco faccio così, mi butto sul letto così come sono e mi addormento. Così la mattina dopo sono già pronta per ripartire di nuovo.

Come dice Pablo nella sua canzone Tabú: Tic tac suena el reloj…

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

Lascia un commento