Clara e la casualità

Buongiooooorno!

Come va? Che si dice? State di ponte o lavorando?

Io ho lavorato questa mattina, perché domani è festivo ed è chiuso il negozio, così sono andata ad aprirlo perché avevo voglia di stare un po’ da sola. Senza i biscotti. Oh no Clara! Ma che ti hanno fatto?

Niente amici, non mi hanno fatto niente. È che a volte ho bisogno degli spazi miei. E siamo sempre insieme dal 5 di marzo, tranne le tre ore delle mattine in cui sono andata in negozio. Così sono andata in negozio a riposarmi un po’.

Oggi mi sono successe un sacco di cose belle. Ho iniziato a scrivere un messaggio a Lucrezia in agendina, con dei prezzi. Ora non lavorando più insieme ci lasciamo i messaggi così, in agendina, o ci chiamiamo al telefono. Oh no Clara, perché non lavorate insieme? Non ti piace più stare con lei? Si amici, Lucrezia mi piace, ma non possiamo stare insieme, ora non ci incrociamo più in negozio, così se una delle due dovesse contagiarsi, l’altra non dovrebbe fare la quarantena e potrebbe aprire Menorquinas senza essere sottoposta ad isolamento preventivo. Avete visto? A volte ho delle idee intelligenti, vero? Tutto sia per la sopravvivenza del mio negozietto.

Insomma, come vi dicevo ho lasciato un messaggio a Lucre nella agendina, con tanto di cuoricini, e quindi mi sono ricordata degli anni 2.000, quando andavo al liceo, e oltre messaggi al BlackBerry ci lasciavamo messaggini nelle agendine. Voi ve lo ricordate il Blackberry messenger? Che tempi, che tempi. Mi sto a fare vecchietta.

Insomma, siccome mi sono ricordata degli anni 2.000, ho messo Amaral nella Playlist di Spotify, tanto il lunedì mattina non viene mai nessuno perché i negozi sono chiusi.

Ecco che ho aproffitato per cantare per il negozio e fare un po’ di foto dei prodotti. Stava essendo una mattina tranquillissima, quando, nel pieno della mia performance di karaoke entra una cliente.

Meno male che non era di Molfetta, altrimenti pensava che ero pazza e non entrava mai più. Insomma, era una cliente super simpatica. Ha comprato un regalino. Mentre stavo a confezionare il pacco ha ricevuto una chiamata, e niente, che stava senza b&b dove andare a dormire. Siccome io non posso mai fare i cavoli miei, ho chiesto se aveva bisogno di un b&b. Anche perché fuori pioveva.

Mi ha detto di sì, che stava cercando un b&b perché quello che aveva scelto era chiuso. Capisco, io ne ho 3 e anche i miei sono chiusi. Ma posso aiutarti! Ho detto. Posso chiamare il mio amico Pino che ha un b&b super bello proprio qui vicino e lui ha già riaperto. Si, sarebbe fantastico!
Insomma ho chiamato Pino dal fisso del negozio perché stavo senza batteria. Hola Pinoooooo! Sono Clara! E ho passato il telefono alla cliente così ha trovato un posto dove dormire.

La mia cliente mi ha ringraziata e mi ha detto una cosa bella. Una cosa bella assai. Mi ha detto che la bambina a cui deve fare il regalo si chiama Clara come me. Non Chiara. Proprio Clara. 😍😍 E mi ha detto che tutto succede per un motivo.

Non vi sembra una cosa bella? C’è una bambina a Molfetta che si chiama proprio come me 😍😍😍

Clara veramente ci sono più bambine che si chiamano Clara, non tutte si chiamano Chiara.

Lo so amici, non è che mi dovete sempre spiegare tutto eh!!!!! Ma questa è diversa. Ho questo presentimento. E poi il regalo era davvero speciale. E quindi ora io so che guarderò tutti i passeggini in giro, e quando vedrò una bambina che indossa quel regalo penserò: Ciaoooo Claraaaaaaa! Perché saprò che è lei la bambina che si chiama come me 😍😍😍

Clara, ma magari è solo una altra bambina che indossa lo stesso capo. No no. Sarà per forza lei. Quel marchio lo vendo solo io in Puglia. E poi è un capo unico. Davvero speciale. Perché quando lo scelsi dal fornitore pansai che era un vestito che avrei messo io alla mia bambina se avesse una figlia femmina. Ma per ora non ho figlie femmine. Vista la casualità però, ho deciso che se mai l’avrò, la chiamerò Clara come me 😍😍😍

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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