AMORE IN FILIALE (PARTE III)

Hola amici! Come va?
Io oggi stanca morta perché ho fatto un bordello di cose questa mattina e ora mi è venuto l’affanno anche se non ho il coronavirus.

Questa mattina ero a lavorare nel mio negozio ed avevo voglia di musica romantica, mi sono messa la play list de La Oreja De Van Gogh.

Clara! Ma non si fa!!! Non si mette musica romantica in negozio, così non venderai nulla. La musica è importante! Determina l’impulso di acquisto. Serve qualcosa di moderna allegra e veloce! Ragazzi, grazie, non è che dovete dirmi come fare il mio lavoro, io so tutto quello che serve su Retail. Avrò letto almeno 20 libri sul retail. E sono anni che seguo il blog di Doctora Retail. E in più ho fatto scuola in un negozio storico del centro di Barcelona, Furest, mentre studiavo. Aha. Vedete. E vi dirò ancora di più. Quando ho dubbi, chiedo l’aiuto del pubblico.

Per prima chiamo sempre Elena, che ha un negozio da 100 anni. Anzi 101 per la precisione. Lei però è più giovancella del suo negozio perché è la terza generazione. Dunque Elena è la Wikipedia del commercio per me. Poi, dopo la telefonata iniziale a Cecchini, chiamo Francesca, amica mia del ❤ e vetrinista da oltre 22 anni. Lei è come la palla di cristallo. L’ultima volta prima del lockdown me la sono portata a fare un campionario perché Mariangela era in maternità e io da sola cerco di no fare campionari perchè combino pasticci. Ma veramente? Si.
L’altro giorno ho fatto un campionario in negozio. Meno male che c’era una cliente, Angela, e ho chiesto consiglio a lei. Clara ma tu chiedi ai clienti cosa comprare? Si certo, ascoltare il cliente ed individuare i suoi bisogni è la base del marketing. Va bene però è il tuo negozio! Decidi tu! Ma no! Decidono i clienti. Io li ascolto, e cerco di trovare quello che cercano. A volte anche quello che non cercano ma che so che potrebbe piacere a loro.

Insomma, continuo poi le chiamate ed i what’s app con tutti gli amici commercianti se ho ancora dubbi. Chiamo dunque Giovanna della Trottola, AnnaGrazia del concept store, Carlo delle scarpe… Proprio lui mi ha dato consigli durante la ristrutturazione del nuovo locale! E le clienti hanno scelto il colore delle fasce del muro per Instagram!

Ecco, che io quando ho bisogno di riposte chiedo consiglio. Clara ma non puoi chiamare la concorrenza per chiedere consiglio!!!! Ma raga che queste persone non sono la concorrenza! sono colleghi! C’è una differenza fra un collega ed un concorrente. Quale è? Un collega ha un negozio fatto col cuore ❤ Un concorrente no. Il concorrente non ha un cuore, ha una SPA dietro. Ah…. Capito Clara. Quindi Zara sarebbe per te un concorrente, giusto? Ma nooooo. Dietro Zara c’è Amancio Ortega, lui ha fatto il suo negozio col cuore. Ma lui ha una SPA. E lo so, ho comprato azioni tanti anni fa! Le mie prime azioni 😍😍 Comunque Amancio è un collega. Ma non ho il piacere di conoscerlo, non ho il suo numero, se no lo chiamerei a tutte le ore. Leggo la sua biografia ogni volta che mi serve. È più o meno come chiamarlo al telefono. Nelle biografie della gente si trovano sempre spunti interessanti.

Comunque portiamo mezz’ora parlando di retail e mi avete distratta dal fatto che vi dovevo raccontare della filiale. Ecco oggi ho messo musica romantica nel negozio perché avevo un appuntamento con Antonio della Bper. Clara! Ma non si chiamava Angelo? No no, Angelo è il direttore, Antonio è l’altro. Ora mi piace più Antonio, perché lui è quello che prepara le carte. Quindi ho capito che l’esito dei finanziamenti dipende della precisione nella fase di preparazione delle carte, e in questo Antonio è super preciso. Così ho preso appuntamento per andare a chiedere altri soldi garantiti da Conte prima che finiscono. Anche se Christine Lagarde ha già detto che la BCE sta garantendo un flusso costante ed ininterrotto di liquidità nel sistema bancario. Insomma, io li voglio chiedere lo stesso perché non si sa mai, dovesse arrivare un corralito Dio non lo voglia, e mi servono per stare tranquilla con la mia società la Molfetta Mare perché quest’anno il b&b è chiuso. E poi sono soldi gratis, al 1,53%. E li dovrò restituire fra 2 anni, divisi in 4 anni. Quindi io li prendo, e poi si pensa. Magari se non mi servono li riinvesto per fare un albergo per cani con la mia amica Rossella. 🐾Bau Bau Hotels 🐾

Insomma, tornando alla bper ed a noi, sono stata lì dopo aver chiuso il negozio, ed ho dovuto attendere un po’ fuori perché c’era già una persona dentro e col fatto del coronavirus si può entrare solo uno alla volta. Stavo guardando la Via Sant’Angelo quando mi è venuto un pensiero stranno: pensavo se non fosse una casualità che quella filiale vicina a Via Sant’Angelo, abbia un direttore che si chiami Angelo. È vero che le banche sono gli angeli della guarda degli imprenditori, ma questa è proprio casualità, vero? Voi credete in queste cose? Nelle casualità? Una volta il mio commercialista mi ha detto che dovevo giocarmi alla lotteria gli ultimi 4 numeri delle mie 2 partita Iva perché coincidono, sono identici. Hahahaha.

Io non gioco alla lotteria perché sono contraria ai giocchi di azzardo. Una volta ho comprato un gratta e vinci con le mie amiche ma non conta perché ero sulla ryanair quindi sospesa nell’aria in terra di nessuno. E una altra volta ho vinto 5 dollari in una slot machine a Las Vegas ma solo per fare la foto. E poi quello che sucede a Las Vegas rimane a Las Vegas. Oh noooo! Non dirci che ti sei sposata a Las Vegas! Ma ragaaaa noooo. Ero con Jordi e con Gianluca, e non mi sono sposata né con uno né con l’altro. Ho solo giocato 1 dollaro e ne ho vinto 5 e poi mi sono fermata perché ripetto, non mi piacciono i giochi di azzardo. Va bene dai… Ve lo dico. Ho rigiocato i 5 dollari e li ho persi. Dunque in tutto ho perso un dollaro. Anche se per me sono 5. E quindi ci sono rimasta così male, che non ho mai più giocato. Mi viene ancora la tristezza ogni volta che ci penso. Ma non si può tornare indietro. Non posso riprendermi quei 5 dollari persi stupidamente. Ricordate che il gioco crea ludopatia e che molta gente si è distrutta la vita per questo motivo. Penso sia un monopolio che lo stato dovrebbe vietare, ma purtroppo è un monopolio controllato dallo stato, come il tabaco o l’alcool. E quindi se per salute non vieta il tabacco o l’alcool, figuriamoci se deve vietare il gioco d’azzardo. Vedete con il Coronavirus? Hanno chiuso le aziende ma i tabaccai sono rimasti aperti, e anche le lotterie sono stati fra i primi a riaprire. Lo stato non chiude le loro aziende, solo le aziende degli altri. Clara ma sei antisistema?


No no, io sono capitalista, neoliberale, credo nel libero mercato ed adoro il sistema bancario. Quando tutto va male è sempre la banca a riscattare le aziende, non lo stato. Per questo è importante impedire che le banche crollino e per questo gli stati aiutano le banche, capite? Quello che a me non piace è che gli stati non ci tengano alla salute dei loro cittadini, risparmino in sanità, non vietino il tabacco o non proteggano dalla ludopatia, e in più si lucrino con queste dipendenze. Io però non sono antisistema. Anche perché non ho diritto al voto e dunque se fosse antisistema non voterei per elezione. Invece non voto perché non posso farlo.


Clara ma se sei apolitica! Se potessi votare chi voteresti? Buh. Che ne so. Forse Angelo della Bper. Clara, ma lui non è un politico e non è in una lista! Così il voto sarebbe nullo. È vero amici. Quante cose mi insegnate ogni giorno. Allora voterei… Buh. Non voterei perché non potrei farlo.


Clara ma non ti arrendere. Magari puoi scrivere a Conte e puoi chiedere se puoi votare anche se non sei Italiana. Forse ti risponde! Lui è una persona per bene. Chissà, magari inizi a scrivere “Amore in Parlamento” li dici che hai due partita Iva e 3 bambini e ti piacerebbe poter decidere sul futuro delle tue 5 imprese.


Che bella idea ragazzi!!! È stupendo!! Si farò proprio così. Scriverò una lettera a Conte. Vado a iniziare subito.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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