Una rotura di stock
Ciao! Come state? Io distrutta. Nemmeno il primo giorno dei saldi di Furest a Barcelona ho lavorato così tanto. In più ieri ho avuto una rottura di stock in negozio. Cosa? Ti sei rotta le palle? No no, lo stock. Del magazzino. Che è finito.
Purtroppo le mie clienti hanno già capito che non ci sono nuovi arrivi, le industrie tessili sono state bloccate per 2 mesi e niente… Iniziano a fare scorta e la merce inizia a scarseggiare. Mancano alcune taglie, alcuni prodotti. I short in cotone di jersey sono già finiti. Anche ormai le t-shirt sono andate.
In extremis sono riuscita a trovare un fornitore a chi era rimasto uno stock di un marchio di Barcelona che vendo in negozio e glielo ho comprato, non mi piace immaginare tutti questi figli delle mie clienti senza pigiamini ne completini.
Il caso è che lui non mi poteva consegnare a Molfetta, io non potevo andare fino la loro sede, perché o faccio la commessa o faccio la capo acquisti o la transportista. Ma faccio anche le pulizie del negozio, rispondo i messaggi di whatsapp delle clienti e anche quelli di Facebook. Vado anche in banca a versare. Pago le bollette e faccio bonifici e faccio le chiusure di cassa e compilo la prima nota. E tutto ciò part time, la mattina. 3 ore. Perché dall’una faccio di nuovo la casalinga così Gianluca può andare a lavorare e io tengo i 3 biscotti.
Aaaaaah ecco! Gianluca! Santo Gianluca!!! Gianluca amore mio tu che sei il più bello di Molfetta e sei così forte ed hai una macchina così bella… Amore mio bello, posso farti consegnare della merce per il mio negozio nella tua azienda a Bari?
Va bene.
Grazie Gianluca, meno male che ci sei tu.
Insomma, il mio fornitore ha consegnato ieri a Gianluca a Bari che dopo mi ha sbarcato tutta la merce in casa.
Io questa mattina dovevo andare come sempre al negozio a piedi. Non sapevo però come portare la merce. Clara!!! Con la macchina!!!! Ma sei stupida? Eh si, a volte si. Purtroppo nel corso Umberto ci sono degli orari per il carico e scarico merce perché è un corso pedonale. E quindi bisogna andare la mattina molto presto entro le 7 credo e poi dalle 13.
Io ci vado alle 9 in negozio quindi pensavo di portare la merce a piede perché a quella ora non si può andare con la macchina. Si lo so che lo fanno tutti, ma io sono così va bene? Sono scemma? Non so. Non mi voglio prendere una multa.
Era davvero tanta la merce. Ho riempito due bustoni enormi. Poi però ne era rimasta la metà fuori. Ho pensato di fare due viaggi avanti indietro a piedi. Tanto sono 800 metri a trata. Dai poco più di 3 km. Si può fare. Gianluca che è super smart ha avuto una idea. Ha preso la valigia con le ruote ed abbiamo messo la metà della merce dentro.
Così sono uscita di casa. Con guanti, mascherina, due bustoni e un valigione. Per andare a riassortire il mio negozio. Sembravo una ambulante per strada. Ma con documento di trasporto. A metà strada ero così stanca e sudata che mi è venuta voglia di fermarmi a metà sul Corso Umberto e mettere la roba per terra tipo al mercato e gridare forte, signoooooore, le rooooooobe.
Non l’ho fatto perché sono super sfigata e sicuro che mi beccavano i vigili. Perché anche se ho due partita iva io non ho la licenza di ambulante. Ne quella di tipo A ne quella di tipo B, perché sono diverse. Così ho continuato la mia strada fino al negozio, ho scaricato tutto, ed ho iniziato di nuovo a vendere. Vorrei tanto avere un posto al mercato all’aperto…
Oggi si è fatta di nuovo la coda davanti al negozio. Possono entrare una alla volta. Saluto, parlo, mostro, vendo. Saluto, parlo, mostro, vendo. Saluto, parlo, mostro, vendo. Uffa. Non ho nemmeno tempo di fare le foto e le videochiamate come facevo prima e quindi non riesco nemmeno a fare consegne 😔 Clara Prime non esiste più. Poi spruzzo fix fix idroalcoholico nella maniglia. Nei tasti del POS. Dappertutto. spegno le luci, faccio cassa, chiudo la serranda e rientro di nuovo a casa a tempo di fare il pranzo ai 3 Biscotti.
Sono stanca ma felice. Io amo il mio negozio come se fosse un mio bambino. Mi piace curarlo, pulirlo, riassortirlo, nutrirlo, vederlo crescere, farli pubblicità e dire che è il negozio più bello ed intelligente del mondo. Fino due settimane fa, vederlo chiuso mi faceva soffrire. A me piacerebbe che gli altri negozi del corso aprissero così che il mio non stesse da solo. Lui è un negozio molto socievole e li piace stare intorno agli altri negozi. Anche loro potrebbero lavorare come me. Un cliente alla volta. Guanti, mascherina, e fix fix dappertutto. La gente si è stancata di comprare cibo. Hanno aumentato taglia ed hanno bisogno di nuovi vestiti.
Conte per favore, io so che a te fanno gli abiti a misura e non ti interessa, ma pensa alla gente per favore. Hanno bisogno di vestiti, e anche di borse e scarpe. Soprattutto di borse e scarpe. Ci rendono felici. A Molfetta abbiamo solo 8 contagi tracciati. Per favore. Pensaci. Io lo so che tu non sei come Gianluca e non mi dirai subito va bene amore. Ma pensa che aspettare al 18 maggio è davvero bruttale. Stai ammazzando un intero settore! E sopratutto, stai obligando la gente ad andare in giro al supermercato o al lavoro in leggings e tuta.