Ciao amici. Come state? Avete fatto un bel pranzo? Io si, ed ora sono molto più tranquilla.
Questa mattina è stata da pazzi. Penso che forse è stata la mattina più intensa di tutta la mia vita. Mi ha fermato la finanza, mi sono fermata dalla polizia, ho rischiato la vita nella 16 bis, ma finalmente ce l’ho fatta. Ho anche pianto tutte le lacrime che avevo. Sono andata e rientrata da Trani a Molfetta. Ho ancora il cuore a mille.
Questa volta non vi racconto il fatto per Facebook perché è così lungo, che non riesco a scriverlo dal cellulare. Quindi lo pubblico direttamente nel mio Blog.
Vedrete, siccome oggi è la festa della liberazione ed il mio negozio doveva essere chiuso per ordinanza, sono andata a fare una consegna a Trani per una cliente che aveva ordinato dei vestiti per i suoi figli. Ho preparato la mia autocertificazione, mi sono messa guanti e mascherina, ho preso le chiavi della macchina e sono uscita di casa a guadagnarmi il pane, anche se non dovrei mangiare carboidrati. Ci ho quasi messo la vita, amici, ma sono così orgogliosa di me stessa!!!! Non avevo mai pensato che il rischio impresa fosse questo. Adrenalina pura.
Metto il motore in moto, bene, funziona. Esco del garage. Per fortuna il signore della Porsche non c’è quindi faccio seimila manovre per uscire in tutta comodità perché non rischio di graffiarli la macchina. Sapete, quello è il mio incubo più grande quando mi metto in macchina, perché io non so guidare e quindi temo di fare pasticci. Il caso è che tutto funziona bene, il cellulare si collega da solo e Spotify suona alla grande e quindi parto tranquilla verso Trani con Alejandro Sanz a tutto volume.
Sto per uscire di Molfetta che mi ferma la Guardia di Finanza. Evviva! Quanto sono belli quei ragazzi?
- Signorina! Dove sta andando?
- A Trani, Capirro, uscita Trani sud e poi girerò a sinistra poi a destra e poi dopo 6 cancelli devo fare una consegna.
- Capito. Ha l’autocertificazione?
- Si capitano! Eccola qua. Li do anche la carta d’identità. Anzi gliene do due, quella spagnola e quella italiana, perché non ho la doppia cittadinanza e quella italiana non è valida per lo spatrio.
- Capito. Lei vende online?
- Si capitano! Anche in due punti vendita fisici, uno al Corso Umberto a Molfetta e l’altro a Via Cavour, Trani. Aspetti, che li do la visura camerale così può verificare tutto. Tenga tenga.
- Va bene. Ma oggi è aperto?
- No signore! Oggi è chiuso perché c’è l’ordinanza. Non ha letto Molfetta Viva? Per questo sto consegnando a domicilio. Lunedì è aperto perché è un negozio di bambino. I negozi di abbigliamento bambino possono aprire. Quelli di scarpe no. Aspetti, li faccio vedere il codice Ateco così controlla. Vede, è qui, proprio qui.
- Perfetto signorina, tutto a posto.
- No Capitano! Aspetti, non li ho fatto vedere il documento di trasporto che accompagna la merce. Ecco, ecco qua lo scontrino fiscale. Se lo vuole tenere di souvenir però gli faccia una foto perché questo è per la mia cliente e li serve nel caso deva fare il reso. Ha 14 giorni di tempo.
- Signorina, vada, vada, ho detto che è tutto a posto.
- Va bene capitano. È stato un grande piacere, un vero onore. Buona festa della liberazione.
Con la soddisfazione di aver ottenuto 10 e lode nella mia interrogazione accelero come una pazza fino 50km ora e mi inserisco in una statale 16 bis deserta. Da li fino i 90 km/ora non sto a capire più nulla. Trani, sto arrivaaaaaaaaando!!!!!!!!! Alzo il volume a mille. Guidare con la musica è qualcosa che mi da una felicità che voi amici non potete capire. Allora ragazzi, succede l’impensabile. Un vero incubo a 90 km ora! Fast & Furious ma davvero.
La playlist automatica di Spotify decide di farmi uno scherzo macabro. Inizia a suonare Laura Pausini. Che cavolo. Riconosco gli accordi. Marcos se ha marchado para no volver…. El tren de la mañana llega ya sin eeeeeel… Laura Pausini. In spagnolo. Il peggio del peggio.
Ma che cavolo di algoritmo di Spotify ha pensato che io volesse ascoltare questa porcheria?
Parlo con la mia 500 perché lei mi capisce. Cambia pista!
- Sto chiamando Tassista
- No. Indietro.
- Non trovato. Ripetere prego.
- Cambia pista.
- Chiamare tassista su cellulare, lavoro o casa?
Ma che cavooooooolo!!!!!! Dopo tanti giorni la Fiat del mio cuore non riconosce più la mia voce dietro la mascherina!!!!!! Non mi risponde. Laura continua a cantare in spagnolo (quizas si tu piensas en mi…) Decido di rischiare alla grande. Tolgo la mano destra dello sterzo, tanto sono l’unica macchina in tutta la 16bis, e in più ho il cambio automatico. Ho evaluato bene il rischio. Toco il touch screen per cambiare canzone. Plim. Plim. Plim. Nessuna reazione. Che cavolo succede? Mi hanno hackerato la macchina?
I guanti!!!!! Non va!!! Non va con i guanti!! Non funziona!!! Come cavolo mi tolgo il guanto? Non posso lasciare la mano sinistra dallo sterzo perché perderò il controllo della macchina e finirò male. Così, inconsapevolmente, rischio la vita di brutto. Cerco di togliermi il guanto della mano destra con la bocca!!!!! Raga, il guanto che ha toccato il guanto del finanziere e che molto probabilmente abbia toccato un guanto infetto di Coronavirus. Capite che sono stata a un millimetro di prendermi il Coronavirus in 16 bis?
Per fortuna la mascherina mi è salvata la vita. Me ne sono accorta quando non riuscivo a prendere il guanto con i denti.
Ragazzi, ricordatelo per favore perché io me ne ero quasi dimenticata, non si mettono le mani in bocca!!!!
Insomma, mi sono dovuta ascoltare tutto il lamento di Laura fino che non è finita la canzone. Io però una cosa a Laura gliela vorrei dire, visto che sono quasi morta per colpa sua. Laura, tesoro, se tu avesse avuto le amiche che ho io, tu non avresti mai scritto quella canzone a Marco. E molto meno avresti sentito la necessità di tradurla allo spagnolo. Davvero. Le mie amiche e io ti avremmo portato al BiT e Nacho ti avrebbe preparato un GinTonic così carico che al secondo sorso tu avresti già dimenticato il nome di Marco. Marco chi? Quale Marco? Le amiche vere fanno così, capisci? Un giorno se vuoi te le presento.
Insomma, sono arrivata a Trani, ho fatto la consegna. Mi sono fermata al rientro davanti la macchina della polizia.
- Signorina cosa vuole?
- Sto rientrando a Molfetta.
- E quindi? Non li abbiamo detto di fermarsi.
- Ah, va bene. Allora vado. Buon lavoro! Buona giornata della Liberazione!
Passo tutta Capirro ed è allora che mi viene il crollo. Vedo il cartello che indica il Kindergarten dei miei bambini. Vedo anche il cancello della villa di Ottilia, li dove stavamo sempre tutti insieme. Vedo la strada che porta verso la casa di Manuela, da l’altra parte e vedo anche lontano la strada di Amy. Passo anche vicino alla casa di Fatima e Tomasso. Vedo anche la Villa di Arcangela dove facevamo delle feste epiche, con il castello di Frozen e la macchina di neve finta. Sto molto male. Iniziano a cadere le lacrime. Alejandro Sanz canta Cuando nadie me ve.
Che emozione. Che liberazione. Mi faccio tutto il rientro della 16bis piangendo con Alejandro. Mi mancano troppo i miei amici. Io ho resistito fino ad oggi perché li vedevo su Facebook ma quando stamattina ho visto le loro case…. Ayyyyyyyy, ayyyyy che tristezza…. Non posso più…. Passo da Bisceglie e vedo dalla 16 la uscita che porta a casa di Valeria e a casa di Franci. Ormai non ho più lacrime. Arrivo a Molfetta e torno nel mio garage e da lì camino fino a casa mia. Sono esausta ma felice. Questa è stata una giornata piena di emozioni ed avventure e sono certa che non la dimenticherò mai.
Che avventura!
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