Ehi. Ci siete? State dormendo? Io oggi non posso, davvero che non posso. Oggi è venerdì e niente, avevamo previsto con Gianluca di vedere una puntata di Il Decreto di Conte e una puntata di La casa de papel. Ecco. Lui ha ordinato sushi, ha aperto un vino, e….
Avete visto Conte?… Niente raga, che da martedì è finita la mia quarantena. Conte ha detto che da martedì prossimo, riaprono i negozi di abbigliamento per bambini. Io…. Bene ragazzi, tanto io non posso riaprire sapete, ho i biscotti, le commesse sono in cassa integrazione… Ecco comunque non sarebbe possibile e…
-Vai tu!
-Come Gianluca?
-si amore. Vai tu. Io rimarrò con i biscotti. Tu vai la mattina a lavorare, e io vado a lavorare il pomeriggio.
-Ma davvero Gianluca?
-Si, devi uscire. Lo devi fare. Martedì esci e vai a lavorare.
Oh. Wow. Ma io ormai ero felice in quarantena. A casa. Al sicuro. Oh. Ma davvero? Martedì esco? Ho tre giorni di ferie e poi pim Pam pum riprendo? Così?
-Si amore. Martedì riaprirai il tuo negozio. Ti do io la mascherina.
Oh ragazzi. Che dirvi. Io sono commossa. Fare la commessa è stato il lavoro che più felice mi ha fatto in tutta la mia vita. Ho fatto la studente, la receptionist, la analista, la cost controller, la project manager, la imprenditrice, ho preparato le colazione al b&b, ho fatto la mamma, la casalinga, la maestra, la cuoca, la scrittrice di blog ultimamente… Ma, la commessa…
Ecco, quando facevo la commessa a Furest a Barcelona mentre studiavo, quello è stato il periodo più felice di tutta la mia vita. Io a Furest mi sentivo come a casa. Era una storica sartoria di Barcelona. Nel mezzo di Passeig de Gràcia. Li ho conosciuto Ainara, Yurena, Sonia, Joe, Lara, Isra… Li sono nate amicizie per tutta la vita.
Questa estate sono stata al matrimonio di Yurena e il tempo si era fermato. Era tutto come sempre, come prima. Quando andavamo al Bracafé a fare la pausa. Come quando dopo di Furest ci siamo ancora ritrovate in Germania. Lei ad Hamburgo e io a Norimberga. Poi lei era Panasonic, è passata ad Audi, poi ancora BMW. Lei è una ingegnere top, e io con lei a fare la commessa a Furest mi sono divertita da morire.
Anche con Ainara. Che ora è product manager a North Face ed è l’amica più bella che io abbia. È così bella che ti toglie il rispiro, ha gli occhi più belli al mondo dopo quelli verdi di mia madre.
Ai ragazzi. Che dirvi. A Furest ho vissuto i momenti più divertenti della mia vita. Abbiamo avuto tante avventure. Una volta hanno rubato tutti i portafogli di tutti i clienti che erano in camerino ed avevano lasciato i portafogli dentro per provare dei pantaloni. Una altra volta è entrato un ladro con un casco rivestito di carta argentata ed ha messo un sacco di polo Ralph Lauren dentro e se ne è andato senza suonare.
E poi c’erano i sarti. Nel piano di sopra. Il Sig Romera e il Sig Solis. Che fumavano in Sartoria. E quando salivano i clienti si nascondevano la sigaretta ancora accesa dentro la manica dell’abito e tu vedevi uscire il fumo da dietro il collo della camicia. Che storia.
Ecco, io martedì riapro. Alzerò la saracinesca, pulirò e spolvererò. Metterò a posto i vestiti anche se sono certa che Lucrezia aveva lasciato tutto in modo impeccabile quando ha chiuso per l’ultima volta. E niente. Mi guarderò attorno ed aspetterò che entri qualcuno. Penso che forse piangerò. Anzi sicuramente piangerò perché ultimamente ho le emozioni a mille.
E poi quando entrerà qualcuno chiederò: posso aiutarla? E mi dirà di no, che sta solo guardando. E io sarò la persona più felice al mondo e ringrazierò Conte per avermi datto il permesso di fare quello che più amo nella vita.
LAVORARE