INCIDENTI DOMESTICI

Ciao di nuovo amici… Ecco oggi mi ero promessa che non vi annoiavo più con i miei racconti ma è successa una cosa che vi dovevo per forza raccontare. Io non so perché in questa quarantena mi stanno accadendo più cose che in tutti gli ultimi 34 anni insieme. E porto solo 30 giorni senza uscire di casa! Nemmeno una volta! Che altro mi deve accadere in casa!

Insomma ragazzi vi racconto che cavolo è successo:

Mando i 3 biscotti giù a giocare perché io dovevo lavorare al PC perché dovevo fare dei bonifici e mi volevo concentrare altrimenti sbaglio l’IBAN e faccio casini.
2 MINUTI, accendo il mio laptop Huawei, apro BPER, metto codice, clicco nuovo bonifico… E PUUUUUUM. Rumore che viene da giù. Jordi urla. Maaaaaaaaaaaaaaaami! Arnau si è fatto malissimo!!!!!!!!!! Arni non dice nulla. Non piange. Non grida. Silenzio. Non va bene.
Salto le scale di 3 in 3 e mi teletrasporto giù.

Arnau esce dalla cameretta dei giochi camminando come uno zombie 🧟‍♂️ con tutto il viso pieno di sangue. Sangue per terra. Sangue per le mani. Sangue sui vestiti. Penso che svengo perché io sono sempre svenuta ogni volta che sono andata a donare sangue. Voi che gruppo siete? Io A+.

Bene raga, non svengo. Non svengo perché c’è il dottore Spadavecchia che mi guida nella mia testa. Il dottore Spadavecchia era il pediatra dei miei 3 biscotti e da lui avevamo fatto insieme a Gianluca un corso di pronto soccorso pediatrico di 2 giorni. Una cosa molto utile gente, fattelo anche voi se avete figli, appena passa la quarantena.

Il dottore Spadavecchia ci ha lasciati a settembre per andare in cielo, ma lui è ancora nel mio cuore ❤ e soprattutto nella mia testa. Sento che mi parla e mi ricordo la lezione:

Numero uno, allertare. Invio whatsapp a Gianluca perché ha la linea occupata. Gianluca. Emergenza. Arni male. Sangue. Molta. Non c’è tempo per la sintassi e a me non escono le frasi.

Numero due, osservare. Lo guardo. Non so da dove viene il sangue, è dappertutto. Lo porto nel lavello e lo lavo con acqua corrente, senza premere, senza strofinare. Bene, la fronte e testa stanno bene, naso e bocca sono strapieni. Arni amore parla. Si mami, ho paura, sangue. Bene, sputa. Altra acqua.

Ok, viene dal naso. Metto la testa verso avanti e continuo con l’acqua fresca. Chiedo a Jordi di portarmi una barretta findus del freezer. Applico del freddo per fermare l’emorragia e continuo con la testa inclinata in avanti così che il sangue continui a uscire. Non si tampona. Il dottore Spadavecchia si era raccomandato più volte durante il corso, non ostruire il naso, il sangue deve uscire e l’emorragia si ferma col freddo.

Arni è più calmo. Arni amore ti fa male la testa? Dove hai urtato? A terra mami. Naso e testa. Va bene amore. Ti fa male la testa? No mami, il naso. Bene Arni calmati, tutto va bene. Si Mami.

Nel frattempo arriva Gianluca da Bari. Si è teletrasporto pure lui? Guardiamo insieme. La emorragia del naso si è quasi fermata. I denti tutti ok. Arni dice che ha sonno. No Arni, ora non puoi dormire. Il dottore Spadavecchia ce lo aveva detto, dopo un urto in testa non deve addormentarsi per 2 ore. Lo dovete osservare bene, diceva.

Gianluca li chiede se vuole bustine degli Amici Cucciolotti e dice di sì. Li cambiamo la maglietta sporca di sangue. Incolla due figurine nell’album. Sembra che sta bene. Dice che vuole cioccolato così si sente meglio. Sta benissimo.

Gianluca torna a Bari.

Io… Bene, io sto più tranquilla perché Arni sta bene. E sto tranquilla perché non ho perso la calma. E sto tranquilla perché ho saputo come aggire. Perché penso che quello con il dottore Spadavecchia sia il corso più utile che io abbia fatto in tutta la mia vita.

Perché come abbiamo imparato durante il corso, l’assistenza ricevuta nei primi 5 minuti immediatamente dopo un incidente determina le possibilità di sopravvivenza del ferito. La maggior parte d’incidenti con i bambini succedono nella propria abitazione, e i genitori siamo spesso i primi a dover accuderli. Sapere come farlo mentre arriva l’assistenza è vitale.

In questi giorni in cui siamo in casa h24 e ci sentiamo al sicuro, ricordiamoci di prendere precauzioni, perché la maggior parte d’incidenti sono evitabili con pochi accorgimenti. Purtroppo però gli incidenti accadono, e un corso di primo soccorso pediatrico è davvero la salvezza. Per noi e per loro.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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