Ciao! Che fate? Io sto in casa a riflettere mentre guardo il muro e osservo questa gigantografia della grande Rossella Biscotti. Figa eh la parola gigantografia? L’ho googlata prima di scriverla perché non è una parola che formi parte del mio vocabolario.
A voi piace l’arte? A me si. Molto. Anche se spesso non lo capisco. Io ho poca fantasia. Ma a me piacciono le cose che non capisco. Anzi mi fascinano. Come i decreti di Conte. Mi piace provare a pensare cosa ha pensato chi ha prodotto quel pezzo. Cosa voleva dire. Entrare nella testa degli altri e ricercare fra i suoi pensieri per cercare di capirli. Lo faccio anche con i biscotti piccoli. Chiedo cosa pensino, e loro me lo raccontano o lo disegnano ed è davvero bello.
L’arte è così, bello. Come questa gigantografia di Rossella Biscotti. Mia cognata è una artista. Veramente non è mia cognata, perché io non sono sposata, ma questo non c’entra. Lei non è mia cognata perché una volta abbiamo deciso che la parola cognata era davvero una delle più brutte del dizionario. È proprio sgradevole. E chi conosce lo spagnolo mi capirà. Quindi Rossella e io abbiamo deciso che siamo amiche e non cognate.
A me lei manca perché non la vedo spesso, vorrei nasconderli un gps nella valigia per capire se è a NYC o Singapore o Amsterdam o Bruxelles o Adis Abeba o Berlino o Buenos Aires o chi lo sa. Lei è come il Coronavirus, sta dappertutto.
Le sue opere ti tolgono il respiro. Ti opprimono il petto. Ti fanno scendere in fondo al mare e ti serve del tempo per digerirle. Io ogni tanto mi riapro il suo libro, 10 works, e mi fascina. Lei espone per tutto il mondo. Fotografia, scultura, installazioni, pitture… Non c’è materia che li si resista. Io l’ammiro tanto.
A me piacerebbe passare una quarantena con lei. Così mi aiuterebbe a capire il senso di tutto ciò. Perché ancora non l’ho trovato. Lei potrebbe aiutarmi. Penso che Rossella sia una persona ideale con chi convivere. Entrambe non siamo di tante parole quando ci vediamo. Noi comunichiamo con il silenzio. Ci inviamo links. Ci tagghiamo in posts. E così via. Ma proprio per questo è una delle donne della mia vita. Perché lei oltre un cuore grande e un cervello affascinante, ha il DNA di Gianluca, e quindi sono uguali.
Anche Gianluca è sempre in giro per il mondo come sua sorella, ma lui ha una mente più analitica. Pensavo che se ora chiedesse a Gianluca cosa vede in questa gigantografia, lui mi direbbe che vede un giovane che è uscito a fare running durante la quarantena ed è stato fotografato da una persona in confinamento.
Io invece sapete cosa vedo? Vedo me, vedo la mia voglia di uscire, di scappare, di iniziare a correre come Forrest Gump e non fermarmi per giorni. Ma vedo anche i pilastri, che mi sostengono. Vedo il mio movimento fermo. E soprattutto vedo il punto di fuga che Rossella ha catturato. E per questo mi piace guardarla questa gigantografia. Perché mi da speranza. E mi fa stare vicina a Rossella anche se lontane.
A voi piace? Se avete tempo ve ne faccio vedere altre.
GUARDARE IL MURO, OSSERVARE L’ARTE