VOGLIA DI VOLARE

Buona notte amici, come va? Io stanotte un po’ così così… Sapete, quando io lavoravo da imprenditrice leggevo solo la Vogue, ma poi sono diventata casalinga e siccome ora ho più tempo e meno soldi ho iniziato a leggere l’Ansa.

Niente amici, che ho letto nell’ansa di quel impiegato del parlamento europeo che è morto a Bruxelles di coronavirus, 40 anni, in 5 giorni, pim pam pum. E allora si, che vi devo dire, mi è venuta l’ansia anche se ansia e ANSA non sono la stessa cosa.

Veramente non mi è venuta l’ansia, né la paura, mi è venuto il terrore.

Poi mi sono ricordata che il terrore, la paura e l’ansia si possono sconfiggere. Io l’ho fatto una volta, amici, tanti anni fa nella Alitalia Flight Training Academy a Roma. No, non vi preoccupate, non ho mai fatto la pilota nei miei 34 anni di vita. Anche se per esservi sincera nel simulatore di volo durante l’atterraggio a Malpensa con la nebbia densa accanto al comandante Filippo me la sono cavata abbastanza bene. Vi racconto cosa è successo?

Ecco che tornavo da sola da Barcellona con Jordi che aveva appena compiuto 2 mesi. Era il mio primo volo con Ryanair. Io non avevo mai volato low-cost perché sapete, Gianluca è freccia alata ed ha un sacco di miglia, quindi io preferivo volare gratis che low cost, perché sono catalana e dunque un po’ tirchia. Ebbene si, i catalani siamo un po’ come i genovesi.

Insomma ragazzi, che salgo sul volo Ryanair con Jordi nel marsupio e dopo di lottare come una pazza che nemmeno quando si apre il buffet del matrimonio ho lottato così tanto, prendo un maledetto posto.

Mi siedo, mi rilasso, e mi sento al sicuro, perché io prendo l’aereo come chi prende il taxi, perché da che all’età di 6 anni quando papi e mami mi hanno portato a l’inaugurazione di Eurodisney non mi sono mai fermata. Stati Uniti, Africa, Sud America, Asia… Il mondo non ha frontiere per me.

Bene, sto quasi per addormentarmi che mi viene l’assistente di volo di Ryanair e mi da un gillet. Li dico che ho già un gillet sotto il sedile, e due uscite di emergenza nei sedili posteriori. A me piace essere sempre la migliore nella interrogazione.

Lei mi sorride e mi dice che no, che quello è per il bambino e che se cadiamo in acqua glielo devo fare indossare. Eeeeeeh….. Stop stop stop. In Alitalia e Swiss Air dicono sempre nel caso improbabile di un ammaraggio. Che cosa è sta storia di cadere in acqua?? Guardo Jordi e guardo il gillet. Guardo a destra e Gianluca non c’è. Io… Bene, io inizio ad agitarmi. Sono appena passati 2 mesi dal mio parto e ancora non ho ben capito come mettere il body al bambino, come cacchio faccio a mettere un gillet salvagente????!!! E se non si gonfia????!?? E se il mio bambino annega nel mare?????? Inizio a piangere disperatamente.

Il mio vicino di sedile mi prende la mano, mi dice che si chiama Ángel e che è infermiere. Sta viaggiando a Italia perché sua figlia fa un Erasmus e la va a trovare. Mi dice che Jordi li ricorda sua figlia e che il tempo passa veloce. Che me lo goda. Il Boeing atterra e io scendo. E mi giuro che non prenderò mai più un aereo.

Inizia così un periodo buio nella mia vita amici. Tremo in ogni volo. A volte mi ubriaco. A volte svengo. A volte non prenoto proprio e dico a Gianluca che il Salento è come andare alle Maldive. Passano due anni e non volo ma la cosa peggiora. Le fobie sono bastarde amici.

Quando passo vicino all’aeroporto di Bari rallento in 16bis per il timore che un Airbus mi cada sulla mia Fiat. Sento che sto diventando pazza. Jordi ed Arnau crescono felici ed Èric è nella pancetta. Guardo a Gianluca e li dico che io, anche se ho paura, ho voglia di volare.

Gianluca mi iscrive al corso “Voglia di Volare” di Alitalia a Roma. Un workshop intensivo di 2 giorni dove assistenti di volo, pilota e psicologhi ti insegnano tutto, ma proprio tutto quello che serve a sconfiggere la paura. Perché come dice la canzone “vertigine non è… Paura di cadere… Ma voglia di volare” ed ecco che conosco così Davide, Federico, Fernanda, Lara, Loretta, Mara, Sebastiano, Simone, Sonja e Tiziana. E tutti insieme, il nostro gruppetto di paurosi, voliamo nel simulatore e poi veramente accanto al comandante Filippo a Milano e poi Voliamo ancora a Roma. E ragazzi, che emozione, dopo di 2 anni riprendo l’aereo senza paura, mi riprendo la mia libertà, e sono felice all’infinito e più in là.

Fattelo anche voi amici, se dopo la quarantena riaprono gli aeroporti e Alitalia esiste ancora perché Conte la riscatta, fatte questo corso. Vi cambia la vita. Perché il 50% dei viaggiatori prova ansia di volo. E davvero che si può superare. Come si può anche superare l’ansia di coronavirus. Basta rimanere ancora per un po’ in casa.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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