Buongiorno amici, avete già fatto colazione? Io stavo bevendo il mio “café con leche” e stavo guardando il mare. (vi posto il video così lo vediamo insieme)
Oggi a Molfetta c’è un ventaccio che fa paura. Il mare è arrabbiato. Stavo pensando che se venisse un tsunami la mia sarebbe la prima casa colpita. Io in questa situazione di certo non uscirei. Metterei i gillet salvaggenti ai 3 biscotti e saldremo tutti insieme sul terrazzo ad aspettare che drenasse l’acqua.
Se questo accadesse non ci sarebbero supermercati, ne farmacie aperte, ma non sarebbe importante perche tanto io dal terrazzo non scenderei ne matta. Ci tengo alla vita dei miei.
Eh, ma morireste di fame! Non credo, io non faccio running e ho riserve adipose per resistere un po’. E poi io credo nello stato italiano. Sono certa che loro mi aiuterebbero in casa mia.
Mi porterebbero tutto quello di cui ho bisogno. Sicuramente mi lancierebbero cibo e medicine e coperte termiche sul terrazzo da un elicottero dalla croce rossa. L’ho già visto fare nelle zone di guerra (nella TV chiaro)
A volte penso se questa pandemia di Coronavirus non sia un po come uno tsunami.
Senti il suolo tremare e vedi l’onda arrivare, piccola prima, grande dopo (quelli della entroterra non la vedono affatto) Poi ti chiudi in casa e aspetti che colpisca. Ma non sai quando. Nel frattempo mangi perché non sai quanto tempo dovrai resistere dopo senza farlo.
E quando la vedi che sta per colpire ti tieni al sicuro, e non rischi uscendo per strada, perché sono certa che lo Stato Italiano ci aiuterà nelle nostre case 🏘 e se non lo fa, dopo che saranno finite le riserve, ci aiuteremo fra di noi.
Ma io non voglio vedere nessuno di voi né dei vostri annegati, amici, perché i nostri mari, di morti, ne hanno già dovuto piangere troppi.
Restate a casa amici, restate al sicuro.