UN CAPPUCCINO LA SERA

Che fate amici? Io non riesco più a dormire come facevo una volta. Anche se è vero che finalmente dopo 2 settimane di quarantena sono riuscita a togliere la vibrazione della tastiera del mio Huawei, il silenzio non mi fa più venire il sonno.

Mi manca molto la mia vita di prima, quando non ero ancora casalinga e questo virus non aveva ancora portato via tanta gente. Ricordo che a pranzo non cucinavo, se avevo fame andavo al Cin Cin Bar e mi mangiavo un panzerotto e dopo un cappuccino di dessert davanti lo sguardo orrorizzato di tutti i presenti.

Tutti tranne Antonio, che senza battere ciglio non mi ha mai negato un cappuccino dopo le 12, alle 14, alle 18 o anche la sera. Lui è un professionista di quelli veri, di una volta, che sanno sempre di cosa ha bisogno il suo cliente, rispettano le loro abitudini e cercano di accontentarle. Lui non giudica. Al massimo forse ride sotto il baffo, ma tu non lo noti. Ma soprattutto lui perdona. Anche quando paghi con il bancomat 1 euro e venti, perché quando sei di Barcelona è normale andare per il mondo senza spiccioli e pagare tutto con la carta.

A volte mi dimentico che ora vivo a Molfetta. Veramente oggi pensavo che non vivo più a Molfetta, vivo in una casa e siccome non esco, potrei essere in qualsiasi casa del mondo. In questi giorni leggo i post di amici italiani, spagnoli, catalani, tedeschi, olandesi, polonesi, australiani, francesi, kurdi, malaysiani, americani, britannici…

Ma come ho fatto a farmi amica di tutta sta gente, io che sono una asociale, penserete. Ebbene, è vero che da piccola scrivevo un sacco di lettere e le spedivo per il mondo a tutti i miei pend friends, ma questo non è il motivo. sono andata a vivere in Germania e nel corso di tedesco ho conosciuto tanta bella gente. Mi ricordo del mio amico coreano Zi Jun, che mi insegno a contare fino a 10 in coreano. “il, i, Sam…” Sam! Come Samsung!!!! Dissi io. Si si faceva felice Zi Jun con la testa. Sam three, Sung stars. Tre Stelle. Samsung.

Anche se ora ho un Huawei, in questi giorni pensavo alla Corea, sono felice che siano riusciti a sconfiggere il virus. I coreani sono stupendi. Pensavo anche a tutti gli anni passati a Norimberga e mi chiedevo se forse li in questi giorni non sarei stata più al sicuro. Poi mi sono ricordata che sono già al sicuro, perché sono a casa.

Rimanete al sicuro pure voi amici, restate in casa, ovunque essa sia.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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