LAVORARE

Come va la vita in casa?

Io oggi molto scoraggiata, sono un disastro di casalinga, nemmeno in quarantena riesco a mantenere vuoto il cesto della biancheria sporca. Non ne faccio una di buona…

Voglio riprendere a lavorare, voglio fare come tutte queste persone che sono in giro a lavorare (non parlo di personale sanitario, trasportisti, manutentori, cassieri di supermercato, lavoratori di call center, commercianti di alcuni negozi con diritto di apertura, poliziotti, vigili del fuoco, militari, banchieri, assicuratori, farmacisti, commercialisti, avvocati, baristi e ristoratori che fanno solo consegne , magazzinieri, postino che consegna pacchi Amazon, volontari della croce rossa, volontari di “ti porto io la spesa in casa”, etc etc) Lo sappiamo tutti che Italia è una repubblica fondata sul lavoro. In questi giorni mi è stato chiaro, non avevo visto così mai tanta gente lavorando come in questi giorni. Alla fine vedrai, che le uniche che siamo veramente in casa siamo le casalinghe. Perché si sa che le casalinghe lavoriamo in casa, e quindi non possiamo uscire.

Io vorrei dimettermi di fare la casalinga quando questo passi, e fare un lavoro vero, per poter uscire di casa. Per esempio vorrei fare la politica. Vorrei portare i bimbi a scuola e lanciarli velocemente dal finestrino della macchina con il motore ancora in marcia.
Vorrei andare a mettere benzina al SUVone e fermarmi per il caffè al benzinaio e fare 3 chiamate stupide a qualcuno: “si senti Beppe, da quel tema li, e quella questione la, ecco, ne parliamo oggi a cena con una aragosta che tanto lo fatturiamo allo Stato questo cenone di lavoro e ci prendiamo il rimborso spese”

Vorrei andare in banca e saltarmi la coda con la scusa di salutare il direttore e versare by the way i miei incassi immaginari. Poi mi farei un altro caffè perché è giusto fare una pausa. Poi andrei a votare qualcosa, non so cosa perché non avrei mai tempo di leggere le mail ne aprire gli allegati, starei sempre impegnata a fare il bene per la comunità. Tanto me lo dicono dal partito con un codice colore, verde o rosso, cosa votare. Sembra più semplice che fare una scheda di 2a elementare, e in questi giorni di scuola in casa ne ho imparato a farne diverse.

Fare la politica è più figo che postare lasagne su Instagram. Vedi in questi giorni, i nostri politici, eroi moderni al lavoro, a fare un decreto al giorno, una ordinanza ogni 24 ore, tutti impegnati intensamente al lavoro pur di non restare in casa. In questi giorni non c’è assenteismo, non c’è tempo per stare in casa. Non si vota online, no, un vero politico esce a votare di persona, con le palle, rischiando la vita per il nostro bene. Tutti al lavoro perché la loro nazione li chiama, come chiama a noi casalinghe a restare in casa.

Mi piacerebbe anche andare di persona a un consiglio comunale (non un consiglio di stato perché io ho miei limiti intellettuali, e poi non mi piace il treno e penso che Alitalia non esisterà più dopo questo). Al consiglio comunale andrei a trovare un po’ gli amichetti e a ridere e scherzare, perché la socialità è importante, in questi giorni l’ho capito, mi mancano le chiacchierate al parchetto e le feste di compleanno dei bambini.

Poi invierei un riassunto al giornalino Facebook cittadino con tutto quello che ho fatto per il paese. E li allegherei anche una foto. Non sono stata mai di selfies ma è necessario per farsi conoscere e poter essere rieletto. Insomma, anche questo è vero, bisogna essere smart e farsi eleggere per fare la politica, e io non lo sono perché come vi dicevo ancora non riesco a svuotare il cesto della biancheria.

Posso chiedere alla mia amica che si è fatta eleggere rappresentante di classe e quando invia i messaggi WhatsApp è super autorevole. Perché quando hai una delega, si sa che diventi forte, più forte di tutti.

Insomma, ora smetto di scrivere e fantasticare e vado a fare il mio vero dovere. Vado a cucinare, che i 3 biscotti hanno bisogno di mangiare e crescere.

Pubblicato da Clara Roglan Macias

Sono Clara, spagnola e catalana di origine, "tedesca" ed "italiana" di adozione. Sono mamma di 3 bambini felici e 2 aziende che mi mancano da morire. Ho iniziato a scrivere durante la mia quarantena, e mi fa bene.

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